Il lavoro che fai
non definisce chi sei.

Ciao,

mi chiamo Nicola, sono un faccio il web designer il consulente marketing grafiche carine il volontario il social media manager ads su facebook l'attivista il copywriter fotografie amatoriali il designer sogni lucidi montaggio video e molto altro.

Il lavoro che fai non definisce chi sei.

Versione breve

Classe ’89, ho studiato Informatica all’Università di Salerno per poi dedicarmi al mondo della comunicazione aziendale.

Nel 2014 apro la Laboratori Digitali,  una piccola agenzia di comunicazione dove  accompagno aziende, enti e professionisti nel complesso mondo digitale. Qui collaboro con diversi professionisti della creatività (illustratori, poeti, fotografi, videomaker), occupandomi in prima persona principalmente di sviluppo web e brand strategy.

Adoro la comunicazione visuale, alla costante ricerca di equilibrio tra creatività ed efficacia. 

Mi dedico a numerosi progetti di volontariato, convinto di poter contribuire a cambiare in meglio il mondo.

Versione lunga
con un po' di storytelling

Accidenti, è venuta fuori davvero lunga,  ci vogliono almeno 5 minuti per leggerla tutta.
Prometto che mi impegno per tagliarla un po’, intanto ti metto un sommario così almeno ti orienti 😊

  • Parte 1: la comunicazione
  • Parte 2: i computer
  • Parte 3: il turismo
  • Parte 4: la curiosità
  • Parte 5: l’attivismo

Pronto? Partiamo.

Parte 1: comunicazione ed empatia

In questi anni ho letto centinaia di libri e articoli sulla comunicazione e mi sono reso conto che alcuni dei principi più importanti io li avevo sperimentati fin da bambino

I più grandi esperti di marketing suggeriscono di “pensare come il tuo target“, studiare a fondo il  tuo cliente ideale e costruire una buyer personas, un modello che racchiuda i suoi bisogni, i suoi dubbi, le sue paure. Per farlo è necessario conoscere la psicologia, ma anche avere sensibilità ed empatia. 

Ho la fortuna di allenare queste doti da tutta la vita comunicando con mio fratello autistico. Capire le sue necessità senza che lui le esprima è stato sempre il superpotere di mia madre e, per imitazione, anche un po’ il mio. Grazie mamma.

Conoscere a fondo le emozioni del tuo cliente è essenziale, così come comprenderne le preferenze, speranze e frustrazioni, per definire la tua strategia di marketing

Parte 2: computer e informatica

Devo cercare in qualche cassetto una vecchia foto dove me ne stavo con il ciucciotto in bocca seduto su una pila di libri per raggiungere la tastiera del Commodore64 di mio padre. Erano i primi anni 90 e avevo il privilegio di avere in casa un computer. Grazie papà

Poi nel 1996 arriva a casa un PC con Windows95 e un modem che ci permetteva di collegarci ad internet. Si apre un mondo. A 7 anni abbandono quasi definitivamente i Lego per esplorare questo universo sconosciuto.

Era inevitabile che finissi a programmare siti web. Il mio primo progetto è stato La Certosa Junior, un sito sul monumento più importante del paese in cui  sono nato, visto con gli occhi di un ragazzino di 11 anni che scopiazzava qua e là (si può ancora recuperare sulla banca dati di archive.org, ma non mi assumo responsabilità per errori di gioventù come l’uso del Comic Sans).

La parte successiva è abbastanza noiosa: qualche anno più tardi mi iscrivo all’Università, corso di Laurea in Informatica. Poi a pochi esami dalla laurea decido di lasciare, torno a casa e dopo qualche tempo apro la mia piccola agenzia di comunicazione.

Parte 3: turismo e Padula

Ho lavorato in settori molto eterogenei e in ambienti diversissimi, dalla grande azienda al piccolo panificio di quartiere. C’è stata una sola passione/ossessione che mi ha sempre fatto compagnia in questi anni: il mercato turistico

Vivo a Padula, un piccolo paese di 5.000 anime in provincia di Salerno, dove sorge il monastero più grande d’Italia, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: la Certosa di San Lorenzo.

Ho sempre guardato le potenzialità inespresse del territorio in cui sono cresciuto. Con pochi e mirati interventi di marketing se ne potrebbero rilanciare le sorti e costruire un futuro migliore per l’intera comunità. Perché tutto ciò non si faccia per me rimarrà sempre un mistero.

Per fortuna ho lavorato con molti attori del settore come musei, siti culturali, hotel e ristoranti, toccando con mano quanto le azioni ben programmate portino a risultati straordinari.

Parte 4: curiosità e strade sbagliate

Nel corso degli anni ho scoperto che la mia curiosità non conosce confini. Da adolescente mi sono avvicinato al mondo dell’hacking etico per poi esplorare il campo della grafica, passando ore interminabili a fare fotoritocchi su Photoshop e animazioni in Flash.

Intanto avevo iniziato a vendere i primi siti internet e per il mio diciottesimo compleanno mi feci regalare un corso su Google Adwords e la pubblicità online che cambiò completamente il mio punto di vista sulle potenzialità di Internet. Investivo ogni spicciolo guadagnato in libri e corsi di formazione online: il copywriting, le landing page, l’ottimizzazione degli e-commerce

Stanco degli aspetti più tecnici, inizio ad appassionarmi al marketing da un punto di vista più strategico, il brand positioning e tutte le connessioni con il mondo della psicologia e delle scienze sociali. Facebook era da poco arrivato in Italia e i social network avrebbero di lì a poco cambiato la vita privata e professionale di tutti noi.

Ho iniziato a studiare fotografia senza troppo successo, ma sto ancora continuando: trasmettere emozioni tramite la luce mi affascina tantissimo. Ho avuto qualche risultato in più con i video, senza mai uscire dall’ambito amatoriale. Per fortuna collaboro con fotografi e videomaker bravissimi!

Negli ultimi tempi sto esplorando le intelligenze artificiali, questa tecnologia che sta per entrare a gamba tesa nel nostro quotidiano. Ne vedremo delle belle.

In passato ero convinto che la mancanza di specializzazione fosse un problema, che questo continuo saltare da una disciplina all’altra mi avesse fatto perdere solo tempo. Oggi però sono consapevole di aver sviluppato la capacità di vedere connessioni tra campi apparentemente lontanissimi, pensando fuori dagli schemi per cercare soluzioni innovative.

Parte 5: attivismo e comunità

Per rispondere in maniera completa alla domanda “chi è Nicola Cestaro?” non potevo tralasciare un’aspetto fondamentale della mia vita. Non è infatti il mio lavoro a definirmi, ma i miei valori e le mie passioni, tutto quello in cui mi impegno quando non lavoro (e non dormo😉).

Sono fermamente convinto che oggi un professionista possa e debba essere anche un attivista, mettendo in campo le proprie competenze per migliorare il mondo in cui vive. Io ci provo da anni, impegnandomi in diversi progetti di innovazione sociale e di volontariato.

Posso essere utile al tuo progetto?